
Ecco il modello ispiratore della Riforma Gelmini. D'altronde, la Ministra di pesci se ne intende.
Flavio Carboni, di professione faccendiere, regolarmente iscritto all'albo, potrebbe essere considerato il gemello sfigato di Silvio Berlusconi, quello che si sporca le mani in prima persona e che di certo non gode dei privilegi del Presidente del Consiglio, tra i quali ricordiamo il legittimo impedimento e una stock option praticamente infinita sull'acquisto di bagasce, zoccole ed escort a chilometri zero.
Certe sentenze, se non coinvolgessero, nella loro valenza politica e sociale, anche vittime innocenti della lotta tra mafia e Stato, ammesso che questa distinzione sia mai stata possibile, potrebbero essere quasi scambiate per barzellette.
La crisi della Fiat e quindi anche dei lavoratori potrebbe essere agli sgoccioli. Infatti, dopo le recenti dichiarazioni del Ministro Bossi, con successive scuse, come se ormai non fosse più di moda collegare il cervello prima di parlare, Marchionne vuole assolutissimamente la testa del Senatùr per mettere a punto i prossimi modelli del gruppo automobilistico torinese.
Il tradimento che mai c'è stato e mai ci sarà. Gianfranco Fini ha sollevato un polverone enorme, mettendo in discussione non solo la leadership di Berlusconi all'interno del PdL, ma insinuando anche più d'un sospetto sulle reali intenzioni di buon governo del Cavaliere, ed ora, a distanza di poche settimane da quel tesissimo confronto, tutti amici come prima.
Umberto Bossi, un po' a scoppio ritardato, mette sotto la propria ala protettrice Paolo Bergamo, ex arbitro ed ex designatore degli arbitri di serie A e B, esautorato dopo il processo farsa di Calciopoli.
E Dio, vedendo che il Magistrato e Maria Luisa Busi non si facevano i cazzi propri, mandò il suo Angelino Alfano a cacciarli dal Paradiso della Libertà di Stampa. E l'Angelino disse: "Tu, Magistrato, intercetterai, ma con estremo dolore, ma 'na roba, guarda, che non puoi nemmeno immaginare. E tu, Maria Luisa Busi, rea di non esserti piegata, a novanta gradi, al nuovo corso minzoliano, te ne andrai dalla Rai, ma anche a fare in..."
Come un piccolo galoppino tendicinghia, il Ministro Alfano s'affanna nel peraltro vano tentativo di soddisfare il proprio, bizzoso padroncino. Non bastava la patata bollente del salvacondotto ad vitam per il premier, ora ci si mettono pure gli amichetti a farlo imbizzarrire, bocciandone la proposta di legge che doveva alleviare il problema del sovraffollamento delle carceri e definendola "peggio di un indulto". Ci sarà mai pace per un così solerte cavalluccio a dondolo?
Berluscaneve e i sette nani da bu-giardino (nel senso che mentono spudoratamente sugli effetti collaterali delle sue medicine) di cui si è circondato rappresentano una sorta di favola cotica (in quanto il protagonista è un suino imperiale), in cui la strega cattiva, al loro confronto, diviene quasi simpatica.